Gli antenati di Dio

Paolo XELLA
Gli antenati di Dio. Divinità e miti della tradizione di Canaan

1983, pp. 237

ISBN-88-85697-06-2, Prezzo/Unita' 16 €
Q.ta'

 

Il volume presenta - tradotti per la prima volta in italiano – i più significativi poemi mitologici di Ugarit appartenenti all’antica tradizione cananea, insieme ad una rigorosa analisi della cultura che li produsse. Cultura con la quale si scontrò, ma di cui pure tanto si nutrì, la civiltà ebraica. Si trattò di uno scontro culturale e religioso che chiamò in causa due visioni del mondo apparentemente lontane e inconciliabili. Da una parte, infatti, c’era il monoteismo ebraico, con il suo dio onnipotente e geloso a cui i suoi adoratori tutto dovevano e in tutto dipendevano; dall’altra cerano i popoli di Canaan (cioè l’area sirio-palestinese costiera), gli antichi abitatori del paese loro espropriato dal Dio d’Israele per farne la terra promessa, con la loro cultura raffinata, le loro tradizioni religiose, i loro miti e i loro culti.

Una religione, quella cananea, in cui gli dei vivevano fra i loro adoratori, erano presenti e disponibili immediatamente e materialmente, sotto forma di statue e di simulacri. Divinità numerose e seducenti, agli occhi degli Ebrei, anche perché infinitamente vicine all'uomo con il loro bisogno costante di offerte, sacrifici, feste e riti volti ad onorarli, ma anche ad ospitarli, nutrirli, dissetarli: in altri termini “farli esistere” in un paradossale e solo in parte inconscio rovesciamento di rapporti. I redattori della Bibbia ebraica presentano il faticoso cammino del popolo eletto per raggiungere e conservare (tra mille oscillazioni e tentazioni) la verità della fede nel suo Dio unico. Un monoteismo cui di continuo avrebbe attentato il contatto con popoli che avrebbero adorato una moltitudine di dèi spesso rappresentati come crudeli, dissoluti e perversi, ma anche sottilmente adescatori. I testi mitologici e rituali rinvenuti ad Ugarit, in particolare, possono legittimamente considerarsi rappresentativi di quella tradizionale religiosa cananea combattuta dai redattori dell’Antico Testamento. La traduzione di questi documenti offre al lettore l’opportunità di accostarsi alla cultura cananea e al suo universo religioso senza i diaframmi deformanti della “rilettura” biblica, recuperando il messaggio trasmesso da questi testi millenari e i valori formulati dalla cultura che li ha prodotti.

Paolo Xella, Direttore di Ricerca del C.N.R., professore straordinario all’Università di Tübingen, docente di Storia delle religioni all’Università di Pisa, è storico delle religioni e specialista delle antiche culture semitiche del Mediterraneo. È autore di numerosi libri e articoli scientifici, pubblicati nelle maggiori riviste specialistiche italiane e straniere.

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