Parole di vita veloce

Antonio SANTONI RUGIU
Parole di vita veloce

1983, pp. 264

ISBN-8885697.12.7, Prezzo/Unita' 10 €
Q.ta'

 

Antonio Santoni Rugiu nato nel 1921 ha occupato fino a pochi anni fa la cattedra di storia dell'educazione all'università di Firenze. Ha pubblicato Crisi del rapporto educativo, 1975; Creatività e deprivazione estetica, 1977; Storia sociale dell'educazione, 1985 ed altri testi tutti relativi alla scienza dell'educazione. Con questo libro ha preferito accantonare il linguaggio accademico per abbandonarsi ai ricordi della sua infanzia e della prima giovinezza giocando sulle parole usate in quei tempi ormai lontani allineate in ordine alfabetico. Un dizionario della memoria dunque che parte dalla sua terra d'origine, la Sardegna dei primi anni 20, per approdare a Roma dove la sua famiglia si era trasferita, per chiudersi alla partenza per la guerra.

Abbiamo pensato di pubblicare Parole di vita veloce, inserendolo nella collana grammata che ospita testi di scrittura maschile perché ci sembrava interessante contrapporlo alle Confessioni di una piccola italiana cioè alle memorie di una donna vissuta nello stesso periodo. Ritenevamo e riteniamo inoltre che del periodo in questione, compreso fra le due guerre e segnato dalla dittatura fascista si abbia ancora un'immagine frammentaria e che le voci di quanti l'hanno realmente vissuto vadano attentamente ascoltate.
Le parole del dire quotidiano spesso gradevolmente dialettali, scelte dall'autore sono abili, divertenti pretesti per descrivere l'Italia di allora, disegnando bozzetti di costume, tratteggiando personaggi, presentando quel mondo con rara efficacia. Le sue sono un'infanzia e una giovinezza serene, vissute in una numerosa famiglia sarda abituata a seguire tradizionali isolani concetti di rispetto, obbedienza, attento risparmio, anche se trapiantata nella capitale. La dittatura sotto la quale l'autore è nato gli sembra una normale condizione di vita di cui accetta paziente le recite paramilitari e divertito gli aspetti più grotteschi, vedi ad esempio le urla pressoché obbligate alle adunate oceaniche, i celebri du-ce, du-ce e in un crescendo oggi inimmaginabile: "duce dacci la gloria", "duce dacci la vittoria", "duce dacci l'impero" e via scandendo.
Solo a volte, per esempio, alla voce Bagnino, il giovane sembra cogliere il senso di pericolo che si cela dietro quelle farse, causato per gli imprudenti discorsi di un amico dalla preoccupazione del padre per gli imprudenti discorsi, sia pure pronunciati sulla spiaggia allora non certo affollata.
"Ma chi potrebbe sentirci?"
"Il bagnino, potrebbe sentirci il bagnino."
"Ma quello è analfabeta cosa vuoi che capisca?"
"Analfabeta non vuol dire sordo" insisteva il padre e ammoniva l'amico e anche i figli a misurare le parole.
Ancora il padre, autorevole magistrato, presidente di sezione della Cassazione, ci da il senso della povertà in cui versava il paese, quando per recarsi in tribunale, lo vediamo inserire i suoi documenti in una borsa di tela cerata; "perché quelle di pelle costano un occhio della testa".

Bicicletta, l'acquisto di questo velocipede era un avvenimento di notevole importanza in molte famiglie perché il prezzo di una bicicletta nuova era decisamente pesante, e il capo famiglia si rassegnava a sborsarlo solo davanti alle insistenti richieste dei figli. La bicicletta era desiderata non solo come mezzo di trasporto, ma anche perché aiutava spesso a superare le grandi difficoltà d'approccio con l'altro sesso. Provvista di una canna la bicicletta consentiva infatti di offrire un passaggio a qualche ragazza che si trovava così praticamente fra le braccia del guidatore che fra l'altro pedalando le alitava affannato sul collo. Sulla canna, sottolinea l'autore, nascevano dolci amori e/o struggenti sessualità.

Alla voce Cinema l'affollamento indescrivibile del loggione costringeva tutti in piedi malgrado le sedie sgangherate. Nei cinema di seconda o terza visione, era invalsa la moda della proiezione di due film più il Film Luce (il notissimo documentario del regime) la cui durata era di tre ore circa al prezzo complessivo di lire una.
E una domenica successe che mancata improvvisamente la luce ed essendosi alcuni ragazzi messi ad invocare lu-ce, lu-ce con la stessa cadenza e tonalità di du-ce, du-ce fossero portati con violenza al commissariato e severamente ammoniti
Alla voce Bernardoni romanesco per occhiali a stanghetta, l'autore confessa che era la più misteriosa delle etimologie della sua infanzia, e cita: "Mo te sfragno i bernardoni!" = ora ti rompo gli occhiali.
Dal bagnino alla bicicletta, dal cinema alla divisa, da questa alla maîtresse, dalla pantegana alla patria, Santoni Rugiu si diverte e diverte nel ricordare e raccontare gli odori, i colori, i suoni e le immagini di un'Italia paesana, povera e ciabattona, che la dittatura fascista apparentemente bonaria condurrà alla tragedia della seconda guerra mondiale con i morti in Grecia, Africa, Russia per la più vana e squallida delle cause.

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