La storia senza qualità

C. DUFRANCATEL, A. FARGE, M. PERROT, P. WERNER
La Storia senza Qualità 

1982, pp. 198 

ISBN-8885697.04.6, Prezzo/Unita' 10 €
Q.ta'

 

Mary Wollstonecraft (1757 1797) nota per essere l'autrice di La rivendicazione dei diritti delle donne, uscito nel 1792 e considerata quindi la prima femminista nella letteratura mondiale, appare in queste lettere singolarmente fragile di fronte alle sofferenze di un amore non corrisposto con un americano, tale Gilbert Imlay, uomo attraente, ma dal passato oscuro, e poi altrettanto femminilmente appagata per l'incontro felice con William Godwin, uno dei più stimati filosofi inglesi del tempo.

Ma Imlay, da cui ha avuto una figlia, la tormenterà fino a spingerla a gettarsi nel Tamigi, dove non annegherà solo perché salvata da un barcaiolo. Godwin invece, da cui avrà un'altra figlia, si rivelerà il migliore dei mariti.

Due storie d'amore dunque, lette attraverso il filo prezioso del racconto epistolare che evidenzia la difficile vita di un intellettuale anticonformista e però donna con tutto il peso che ciò implicava che, detto per inciso, la porterà a morire di parto a soli 39 anni.Oreste del Buono nella recensione su " La Stampa " ricorda che Mary dopo la proclamazione dei diritti delle donne era stata definita sgualdrina svergognata, iena in gonnella, serpente filosofeggiante e quasi si stupisce che una donna del suo spessore si perda in strazianti lettere d'amore per un seduttore di bassa lega come Imlay. Invece è incantato dall'eleganza e modernità del dialogo che attraverso le lettere, nasce e sempre più si approfondisce attraverso le lettere fra lei e Godwin.

La nonna di Frankenstein titola divertito su "Il Messaggero" Alberto Caracciolo, perché, infatti, la curatrice del celeberrimo personaggio è Mary Shelly figlia appunto di Mary e di Godwin.

C'è a quell'altezza di anni, mettiamo in Francia o in Italia - si chiede Gilberto Lonardi su " Il Corriere del Ticino " - un equivalente di queste drammatiche, furenti lettere amorose, scritte da una donna a un uomo? O c'è almeno un equivalente delle più discorsive più minutamente famigliari e sedate come le lettere scritte poi a Godwin?

C'è in quel fine settecento e per parecchio tempo ancora una figura di vittima che scrive al femminile con tale tempra e tale campo visivo?
La risposta che si da Lonardi è no di certo.
Ancora scrive Natalia Aspesi su "La Repubblica" - Il tempestoso amore di colei che aveva denunciato coi suoi scritti la società che impediva alle donne di studiare e lavorare dignitosamente e gli uomini che le consideravano miserabili oggetti sessuali, è raccontato con snervante impotenza nel libro importante Lettere d'amore di Mary Wollstonecraft e ne raccomanda la lettura. Ci parla poi del dolore di William Godwin che rimase spezzato dalla morte di una compagna tanto amata e ammirata: "So che non esiste al mondo nessuna donna come lei. So con certezza che eravamo fatti l'una per l'altro. Non ho nessuna possibilità di riprovare la felicità che lei mi ha dato."
E tuttavia questa donna eccezionale è stata totalmente dimenticata. Doveva venire il femminismo e adesso queste lettere per riscoprirla. Ma ancora oggi né l'Enciclopedia universale Garzanti, né la garzantina della letteratura, né il dizionario letterario Bompiani la ricordano neppure come moglie di Godwin, che invece è ricordato in tutti e tre i volumi.

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