Quel Mondo dei Guanti e delle Stoffe

PAOLA BLELLOCH
Quel Mondo dei Guanti e delle Stoffe

1987, pp. 170

ISBN-8885697-16-X, Prezzo/Unita' 10 €
Q.ta'

Paola Blelloch, italiana di nascita, sposata ad un americano, vive negli USA, dove ha conseguito il Ph. D. e dove collabora a molte riviste fra cui quelle dell'università di Ruthers e di Franklin and Marshall.

Quel Mondo dei Guanti e delle Stoffe è una carrellata di respiro molto vasto sul mondo della scrittura femminile italiana dalla fine dell'ottocento ai nostri giorni. L'Autrice esordisce sottolineando il ritardo di mezzo secolo delle scrittrici italiane rispetto alle inglesi, francesi e americane nel prendere coscienza della realtà femminile gestita a lungo in modo diciamo surreale dagli uomini.

Quando però le italiane compaiono sul palcoscenico letterario nella seconda metà dell'ottocento le vediamo affrontare subito in appassionata sequenza tutti i temi da cui aveva già preso l'avvio il risveglio emancipazionista.
La Blelloch non compie un'analisi approfondita sulla scrittura delle singole autrici che viene via via citando e preferisce invece catalogare le loro opere secondo gli argomenti trattati offrendo inoltre brevi ma efficaci riassunti delle trame dei loro romanzi.
Accanto alle scrittrici più autorevoli quali Matilde Serao, Grazia Deledda, Ada Negri, Sibilla Aleramo o come Neera che femminista lo fu senza rendersene conto e la generosa Cristina Trimulzio di Belgioioso, la Blelloch aggiunge una lista di scrittrici minori che però con la coralità delle loro storie sono riuscite ugualmente a far luce sulla condizione femminile.
Proprio questo ci sembra il merito maggiore di Quel Mondo dei Guanti e delle Stoffe e cioè che l'autrice con l'incalzare delle testimonianze raccolte con lodevole puntigliosità e notevole fatica è riuscita a fornirci.
La drammatica condizione del lavoro femminile con orari pesantissimi e stipendi quasi dimezzati rispetto a quelli degli uomini è il primo degli argomenti affrontati. Citiamo a questo proposito Telefoni di Stato di Matilde Serao e La Risaia della Marchesa Colombi. Difficile dimenticare accanto alla descrizione della fatica delle mondariso quella delle raccoglitrici di sanguisughe che si esponevano ai loro morsi per venderle nelle farmacie di Novara.
Oppresse da condizioni di vita meno pesanti ma forse anche più dolorose le donne della piccola e media borghesia sono frequenti protagoniste di storie desolate. Chiuse in mondi senza speranza, vite, come si diceva un tempo, senza destino le casalinghe si dibattono a lungo alla ricerca, spesso inconfessata di una via di salvezza che dia un'altra dimensione ai loro sentimenti che ben difficilmente riusciranno a trovare.
La Marchesa Colombo chiude il suo romanzo Un Matrimonio in provincia, facendo pronunciare dalla protagonista la gelida frase: "E io intanto ingrasso".
Una Donna di Sibilla Aleramo segnerà la tappa forse più coraggiosa e importante del percorso della scrittura femminile e molte altre seguiranno. L'idea, per esempio, che l'amore sia per gli uomini uno dei loro interessi, e per le donne invece l'unico e solo scopo della loro esistenza è contraddetta con forza, ma non è il caso qui di elencare tematiche che ormai tutte conosciamo persino troppo bene il pregio maggiore del lavoro di Paola Blelloch consiste, come già detto, soprattutto nell'avere raccolto e presentato con chiarezza e scrupolosa attenzione tutte le voci che hanno dato forza e vita al movimento femminista in Italia consegnandoci un libro di lettura molto gradevole nonché di grande utilità per quante vogliano addentrarsi nel percorso della letteratura femminista.

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