Ortiche e margherite

LAURA LILLI
Ortiche e margherite

1987, pp. 188

ISBN-8885697-20-8, Prezzo/Unita' 10 €
Q.ta'

Laura Lilli figlia di Virgilio Lilli, a suo tempo una delle penne più autorevoli del Corriere della sera, dopo una laurea in filosofia e una specializzazione in Studi americani nei leggendari college di Smith e Yale, ha seguito la strada di suo padre collaborando a Il mondo di Pannunzio, poi al Globo e approdando infine a La Repubblica come inviata speciale della cultura.

Ortiche e margherite ripropone tredici interviste a personaggi molto autorevoli tutti di sesso femminile.
Siamo negli anni ruggenti del femminismo e l'Autrice ne affronta i temi con scrittrici dello spessore di Doris Lessing, di Ivy Compton Burnett o ancora di Mary McCarthy, di Susan Sontag o di scienziate come Rita Levi Montalcini consentendoci fra l'altro di verificare la loro capacità di previsione circa lo svolgersi e il progredire del grande movimento le cui conquiste, dimentiche come spesso siamo di tante lotte e fatiche, oggi si danno per ovvie e scontate.
Ad ogni intervista Laura ha premesso una introduzione in cui ci parla delle difficoltà che si è trovata a dover superare per condurla a buon fine. Ci parla in sostanza di sé e del suo mestiere visto da dietro le quinte.
"Il giornalismo culturale - dice - non è come quello dei corrispondenti di guerra. Non si scrive dalla prima linea su vecchie cassette di birra, sotto i bombardamenti nemici o in perenne emergenza a rischio della vita (…) tuttavia si tratta pur sempre di giornalismo e, per quanto appartate siano le stanze della "Cultura" dalla frenesia del resto della redazione, le occasioni "da cassetta di birra" a volte investono anche quelle".
Ecco, ad esempio, l'incarico di intervistare la nota astronoma Margherita Hack sull'esistenza degli extraterrestri in occasione di una delle ricorrenti quanto ipotetiche apparizioni degli UFO.
Roma-Trieste, intervista inclusa, tempo meno di ventiquattro ore.

Laura si scaraventa all'aeroporto dove la informano del solito ritardo sull'orario di partenza. Pazienza … Margherita Hack lavora, a volte, fino a notte fonda e non ci saranno problemi.
Siamo però in inverno e quando lei scende dall'aereo, si rende conto che il suo cappotto adatto al mite clima romano, a Trieste fa giusto ridere, inoltre è già buio e la bora spazza polvere di neve sul piazzale gelato dell'aeroporto.
"C'è un taxi?"
"A quest'ora non c'è più nessun taxi"
"C'è almeno un autobus?"
"Sì, c'è. E' là in fondo. Se corre forse lo prende."
Laura corre spinta dal vento e riesce a salire. Ci sono pochi passeggeri. Dal finestrino, alla luce del crepuscolo, vede scorrere un paesaggio quasi siberiano, in sottofondo il fragore del mare. E' tutto bellissimo, ma lei sogna solo di trovare un emporio ancora aperto dove poter comprare un maglione, un berretto, delle calze e dei guanti di lana.
Per fortuna lo trova. Adesso si tratta di raggiungere l'albergo. La bora la insegue rabbiosa anche se cammina rasentando i muri delle strade ormai deserte. A un tratto si apre davanti a lei una piazza, ma, come vi si inoltra, viene immediatamente sbattuta a terra dalla furia del vento e, dopo aver annaspato invano sulla liscia lastra di ghiaccio senza riuscire ad alzarsi, l'inviata della Cultura di uno dei più importanti giornali italiani si rassegna infine ad attraversarla camminando carponi.

"Ha faticato ad arrivare quassù?" chiede più tardi Margherita Hack seduta nel suo tranquillo studio all'Osservatorio.
"No, affatto" mente l'inviata della Cultura.

Impensati e imprevedibili questi sprazzi di luce sul mestiere del giornalista sono di singolare interesse e davvero molto divertenti.

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