Il piacere dell'Archivio

Arlette FARGE
Il piacere dell'Archivio

1991, pp. 116

ISBN-8885697-33-4, Prezzo/Unita' 10 €
Q.ta'

Arlette Farge vive a Parigi, direttrice di ricerca presso il C.N.R.S. è ritenuta la più autorevole studiosa di storia francese del XVIII secolo.
Ne Il piacere dell'Archivio che costituisce per la sua brevità e semplicità di scrittura una preziosa eccezione, Arlette Farge ci parla del suo lavoro di ricercatrice nell'archivio giudiziario del XVIII secolo conservato negli archivi nazionali di Parigi presso la Biblioteca Nazionale e la biblioteca dell'Arsenale, ci informa delle pratiche da svolgere per entrare nelle innumerevoli sale di questi istituti, per accedere agli scaffali, per trovare i volumi desiderati, un discorso..

all'apparenza di una rispettabile, ma grigia routine. Sarà quindi una vera sorpresa scoprire la vitalità e il fascino di un mondo pressoché sconosciuto ai non addetti ai lavori. Sono chilometri e chilometri di documenti, quasi "un'autostrada di carta" contenenti fatti curiosi, strani, interrogatori di persone spesso atterrite che rischiano di essere condannate alla messa al bando, alla prigione, alla gogna. Dalle loro risposte vere o false che siano, ma sempre nate soltanto da un preciso desiderio di autodifesa, emerge un effetto di reale che, a detta dell'autrice, nessun documento, diario, lettera od altro può fornire.
Particolarmente suggestive le sale dei repertori; nella bella descrizione di Arlette Farge: "La sala dei repertori è sepolcrale: il riscaldamento non si usa più, gli alti soffitti mandano soffi di aria umida. Lungo i muri coperti di registri sono disposti grigi, carcerari tavoli di ferro. Servono a consultare i repertori che indicano sotto quale segnatura si trovano i manoscritti cercati. Vicino al finestrone che da sul giardino, un commesso numera dei fogli con una scrittura diligente. Non una parola, pochi sorrisi, vaghi sussurri. Il fruscio delle carte è monotono e l'orologio sopra la porta non indica più l'ora. Il tempo è altrove, simile a quello che si è immobilizzato molti anni fa nella sala di porfido dell'Escuriale dove giacciono le regine e i re di Spagna severamente allineati in tombe di marmo. Nel profondo della buia vallata spagnola riposa la lunga successione di monarchi, nel profondo del Marais riposano le tracce del passato." Le immagini dei due mausolei si sovrappongono senza apparente ragione; eppure ogni volta che entra nella sala degli inventari la storica francese è assalita da quel ricordo al di là dei Pirenei.

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