Un uomo chiamato Robespierre

GIULIANA PISTOSO
Un uomo chiamato Robespierre

1994, pp. 44

ISBN-88.85697.42.9, Prezzo/Unita' 5 €
Q.ta'

Giuliana Pistoso, una laurea in legge a Padova; ha collaborato a lungo con i periodici Rizzoli, poi con Mondadori per cui ha scritto numerosi libri di storia fra i quali Robespierre, la coscienza della Rivoluzione (1976). Da molti anni è direttrice di una collana di scrittura femminile della Essedue Edizioni.
Un uomo chiamato Robespierre porta sulla scena il grande rivoluzionario impegnato in un dialogo d'oltre tomba prima con Camillo Desmoulins collocato su posizioni moderate, poi con Claire Lacombe, una giovane arrabbiata dell'ultimo spietato e disperato periodo hebertista.


Desmoulins vuole offrire all'amico l'occasione di dire di sé, di giustificarsi di spiegare i motivi di tanto feroce linciaggio postumo, ma Robespierre esita.
"La rivoluzione - dice stancamente - è difficile da spiegare, Camillo" e lo informa di aver già detto, prima che lui entrasse in scena, dove era nato, da chi, quando ….
"Non è molto per un uomo come te - insiste Desmoulins - non credi che potresti aggiungere qualcosa?"
"Ma che cosa - protesta Robespierre - con tutte le accuse incredibili, stupefacenti che mi sono state scagliate contro per due secoli?! Che cosa vuoi che possa aggiungere di me, che mi piacevano le arance? Che mi piaceva essere vestito con cura, che non mi piaceva la rivoluzione sbracata, che detestavo le esagerazioni, che credevo in Dio, che ero così stupido da credere negli uomini?! Aggiungere di me che nell'inverno del '92 mi ero ammalato di tisi? Che negli ultimi tempi avevo i polmoni devastati dalla tisi? Quando gli altri urlavano, io riuscivo a malapena a parlare.
"Presidente degli assassini!" La fatica che ho fatto a gridare:
"Presidente degli assassini datemi la parola!" "

Il dialogo tuttavia inevitabilmente matura e ne esce un personaggio del tutto diverso dal mostro sanguinario della leggenda, non un mostro bensì il primo uomo politico francese che abbia chiesto l'abolizione della pena di morte, l'unico e solo che nel '92 si sia battuto con tutte le sue forze contro la guerra, l'incorruttibile che, dopo la vittoria, vuole sbarrare la strada ai rivoluzionari corrotti. Ed è per questo che verrà tolto di mezzo da quanti vedono la repubblica come una preda e hanno fretta di allungare le mani.
Claire Lacombe ne è ben consapevole e, la spada in pugno, non esita a porsi al suo fianco.
"Noi ti amavamo tutte, Max, ma avevamo fame. Tu sai - chiede rivolta all'altro interlocutore - cos'è la fame Camillo Desmoulins?"
No, Desmoulins non lo sa.
"Hai seguito strade avvelenate, ti sei arricchito Camillo" lo aveva poco prima accusato Robespierre.

Questo atto unico riesce con brevità e freschezza a chiarire i più intricati snodi rivoluzionari e, si spera, a rendere un po' di giustizia all'uomo, appunto, più calunniato della storia.

ISBN-88.85697.42.9, Prezzo/Unita' 5 €
Q.ta'

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